im|mu|ni|tà
s.f.inv.
1 TS stor., esenzione da oneri o imposte di cui godevano in passato particolari categorie di persone o istituzioni rispetto all’autorità del sovrano o del pontefice
2 TS dir., privilegio o complesso di privilegi di un soggetto che, per le sue funzioni o il suo ufficio, gode di un trattamento particolare nei confronti della legge
Per iniziare bene questo mio pezzo che sarà sicuramente di parte, schierato, giustizialista, malfamante, spregiudicato, volgare, politicizzato, pretestuoso, populista e demagocico, vorrei parlare bene del Presidente della Camera, alto esponente ormai all’opposizione..
Infatti Gianfranco Fini ha rinunciato a priori e prima che divenisse legge ad avvalersi del lodo Alfano (o meglio lodo Berlusconi come dice Carofiglio, non a torto) permettendo ai magistrati di portare avanti avanti il processo in cui lui rappresenta comunque l’accusa: ha citato infatti per diffamazione il pm di Potenza Woodcock, quello, per capirci, dello scandalo dei Savoia e un altro paio che non vi sto a citare. E’ un piccolo gesto ma è sempre qualcosina, in confronto a chi.. vabbè, la storia la sapete.
Bene, glissando dunque su avvenimenti da segnalarvi di importanza planetaria come la sagra della pizza fritta, della panonta e deji cerije se non vi dispiace vorrei spendere due paroline poco specifiche, direi piuttosto generali su un po’ questi mesi di governo di Silvio IV.
Più che altro vorrei focalizzare – per quanto possibile eh, non sono di certo un analista politico – sulla strategia adottata dal Suo Governo da un paio di mesi. Direi anzi da subito. Ma anche da prima si, dai. Ricordate la strategia della tensione degli anni ’70? Superata, obsoleta. Si torna, rivisitandola, ad una anniventeggiante strategia dell’emergenza. Ovvero, rendere ogni problema che un normale Governo di un normale Paese (in effetti non si confà per niente al nostro Belpaese) un’emergenza nazionale che prevede mosse straordinarie della classe dirigente che noi popolo (con la p minuscola) dobbiamo ingoiare ma che tanto ci fa bene. E’ questa l’unica soluzione possibile per arginare la situazione.
Con questo “stratagemma” vengono portati avanti abomini legislativi che se li vedessero i nostri Padri costituenti – tutti, anche quelli di destra che, come dice Alemanno, erano una buona parte della resistenza o_O – si rivolterebbero animosamente nella tomba. Noi no, non ci rivoltiamo più di tanto: e di spazio ne abbiamo per farlo, non siamo mica in una fossa. In questo modo l’esercito è stato mandato nelle città, a presidiare i centri cittadini: da più parti è stato contestato questo provvedimento, sulla durata, sui modi e sul concetto – a mio parere profondamente “terribile”. Ma passiamo pure oltre: i rifiuti in Campania. L’emergenza c’era sicuramente ma vorremmo tutti sapere sotto quale tappeto sono stati spazzati i rifiuti che prima occupavano le città partenopee. Alcuni azzardano l’ipotesi che siano stati caricati su tir che viaggiano in continuazione senza meta sulle autostrade, responsabili quindi dei famigerati ingorghi vacanzieri. In effetti non sarebbe una soluzione sciocca. Almeno non da noi, ecco.
D’urgenza si è deciso di prendere le impronte digitali agli abitanti dei campi nomadi, minorenni compresi. Partendo dal fatto che tale provvedimento non risolverà nulla del problema della criminalità presente anche tra i rom, così come tra gli italiani, questa decisione è stata contestata a gran voce da, più o meno, ogni persona ed ente dotata di una minima capacità intellettiva. L’Unicef, l’Unione Europea per citarne due piccoli piccoli hanno bollato come razzista il provvedimento. Aggiungamo anche la Chiesa che, dalle pagine di Famiglia Cristiana, diventato nel frattempo un periodico comunista, attaccava a colpi di titoli ed opinioni, la scelleratezza governativa.
Ma d’urgenza abbiamo anche dovuto tutelare il premier dai suoi processi pendenti: prima l’emendamento blocca processi e poi il lodo Berlusconi sono stati varati in poche settimane in virtù dell’urgenza di Silvio IV di poter governare il paese. Non nel nome dell’urgenza dei suoi processi che si avviano a sentenza, ma proprio perchè lui è un perseguitato e non avrebbe potuto presenziare al consiglio dei Ministri nè al G8 perchè sarebbe dovuto essere presente essere in aula per difendersi. Assodato che in aula non ci è andato lo stesso perchè la legge è stata promulgata da pochi giorni e Lui era presente sia al Consiglio dei Ministri, è forse colpa nostra se lui è indagato?? Gli si deve riconoscere quantomeno una spropositata faccia di culo. E vi avevo annunciato che sarei stato volgare e di parte.
Insomma, la strategia comune in questi quattro mesi è stata: dichiarare di volere 1000 per in realtà volere solamente 100. Ritrattare il 1000 facendo la figura di chi è pronto a sacrificarsi per il bene del Paese ed approdare con indifferenza generale sul 100. Che spesso è volentieri è un qualcosa 100 volte oscenamente contraria ad ogni principio democratico.
Qui chiudo, non prima però di aver fatto una piccola correzione – su questo penso di saperne di più del Premier – alle accuse da lui lanciate. Quando attacca i giudici attribuendo loro i fantastici teoremi giudiziari non sa forse che un teorema è ciò che è una tesi dimostrabile partendo da ipotesi, ovvero accuse che vengono comprovate con l’ausilio di prove, siano esse armi del delitto, testimonianze o intercettazioni. Ma il popolo (sempre con la p minuscola) ormai è affascinato dai neologismi del Cavaliere, dalle sue belle parole che seppur sbagliate, centrano il problema.
Questo frega il popolo: la facilità e la delega della soluzione a qualcun altro. Ovvero, pensaci tu, non mi spiegare come fai, fai come vuoi, basta che la cosa mi sembri bella. Il Popolo invece non farebbe così.

