Vi posso confermare che i Vigili del Fuoco salvano i gattini sugli alberi. Sì. Avete presente i fumetti quando si vedono questi eroi che si arrampicano sui pali della luce e sugli alberi con le scale, abbracciano i gattini e li restituiscono alla padrona, di solito una signora attempata ed un po’ grassottella? Bè, funziona sul serio più o meno così.

Gatto salvato?
Il più consiste in me che passeggio in una giornata nè calda nè fredda di Settembre per il parco del Castello – stavo andando a riprendere la macchina e scorgo un capanello di gente che osserva un camion dei Vigili del Fuoco. E penso che ecco fatto, altro incendio a L’Aquila.. Ma niente fumo. C’era invece un gattino su un albero in alto alto alto alto e miagolava come un pazzo. Chiaramente non riusciva a scendere e i nostri eroi provavano a convincerlo a tornare giù; uno era su una lunga scala. Insomma, fin qui come i fumetti.
Il meno della nostra storia è insito nelle differenze che rendono l’episodio reale – oltre chiaramente all’assenza di baloons che escono dalla bocca degli attori ecco..
Prima differenza: il gatto non era di una signora attempata e grassottella. Non era di nessuno. Al che la domanda: ma chi ha chiamato i VVFF dicendo che c’era un gattino su un albero?? Vi immaginate la scena? “Qui il centralino dei VVFF, dica pure” “Salve, passeggiavo per il castello e ho sentito un gatto miagolare su un albero. Potete venire a liberarlo?”.
Seconda differenza: i VVFF non erano forse addestrati per l’occasione dato che tentavano di farlo scendere innaffiandolo con un getto d’acqua. Piuttosto pareva tentassero di disarcionarlo dal ramo con la pressione dell’acqua. Risultato: gatto bagnato e attorcigliato al ramo, sempre più impaurito.
Terza differenza: il Vigile si era arrampicato su un altro albero rispetto a quello dov’era il gatto; mi pare di aver sentito che la strategia consisteva di strappare con l’acqua il gatto dall’albero e l’uomo arrampicato lo avrebbe dovuto prendere al volo. Sicuramente un eccellente esperimento di balistica.
Non so come sia andata a finire la storia, dovevo andare a pranzo. Ma a noi ci piace pensare che il gattino sta bene, che l’hanno portato giù e che qualche dolce signora lo ha adottato. E tutti vissero felici e contenti. E bagnati.



