
Ormai con una certa periodicità, gli scienziati si addentrano in ricerce che si occupano di una delle poche cose che dall’inizio della storia è più o meno rimasta la stessa – con qualche simpatica variante – e che ha sempre posto tutti gli esseri umani su un piano di confronto particolare, in cui ogni distinzione di classe cede e dove il potere politico, per fortuna, nulla può: il sesso.
E’ proprio il sesso che ti “mette a nudo” davanti ad un’altra persona e sei lì, tu, da solo, che te la devi cavare. Dimentica ciò chi sei, dai quello che puoi e nient’altro. Vabbè, a parte le cazzate il libertà, vorrei tornare sulle ricerce: a partire dal Viagra, primo esempio di rimedio esterno contro dei poco simpatici problemini maschili, i ricercatori si sono spinti sempre più in là nel cercare il giusto rimedio a chi difetta di misure, di tempi o quant’altro, ingegnandosi in ogni tipo di diavoleria per controllare ogni singolo momento, dai preliminari, in diretta fino all’orgasmo.
E spesso si sente parlare di aiutini per quest’ultimo: telecomandi a distanza, farmaci portentosi e, per ultimo, un microchip nel cervello per stimolare l’orgasmo (fonte, come sbagliarsi, laRepubblica.it). In sostanza si utilizza la stessa stimolazione ellettrica celebrale utilizzata per curare alcuni disturbi alla vista e all’udito e per malattie come il Parkinson per indurre un piacere aggiuntivo a quello, magari insoddisfacente, procurato dal partner. Per l’applicazione poi del chip, sono previste delicate operazioni chirurgiche. Al cervello.
Evitando di ripetere ciò che eminenti studiosi osservano in materia (“Ma la passione e la componente del piacere non è data solo dalla stimolazione chimica” Ma dai!!??) vorrei farvi riflettere su quanto sia “giusto” il giudizio del letto: nessun trucco, niente associazioni a delinquere, minacce, intimidazioni, violenze. Questo è il vero campo in cui tutti siamo uguali.
Trarrei quindi una massima di conclusione, se mi passate la velata volgarità: ognuno ha la scopata che si merita.

