Riflettevo in macchina – quale luogo più adatto ultimamente? – su alcuni cambiamenti, seppur insignificanti, hanno marcato gli ultimi periodi. Tra tutte le cazzate che mi son passate per la testa, ho deciso di farvene notare due. E’ una cosa veloce veloce, seguitemi.

Guestbook, o anche detti per i più nazionalisti, Libri degli Ospiti
Li troviamo in mostre, alberghi e ristoranti. Non abbiamo troppo la cultura di lasciare un commento: spesso, sopratutto nei ristoranti ed alberghi, le pagine rimangono allo stesso punto per anni, cosparsi da uno strato misto di polvere ed unto che impedisce addirittura di scriverci sopra con la bic – consiglio l’uso di penna e calamaio. Vinto lo sporco, se buttate uno sguardo alle firme precedenti, noterete con stupore che la data porta la dicitura a.U.c., ovvero ab Urbe condita, dalla fondazione di Roma. Vi renderete conto di quando sono i commenti.
Meglio va per le mostre dove, più o MENO seriamente, troverete dei commenti dei visitatori: è normale trovare firme di Gesù Cristo o Paolino Paperino, non stupitevi. Ah, e la metà di quelle più lontane tipo “Amit from Mumbay“, sono false.
(S)Fortunamente con l’avvento della rete globale, anche nota come Internet, il guestbook elettronico è diventato oggetto di culto, dove ogni utente si sente in dovere di fare complimenti al quasi sempre sfigato gestore del sito, nonchè in misura maggiore in diritto di insultare dietro una curiosa nuova forma di anonimato e di riempire lo spazio con pacchianissime gif animate, orrore puro del web.
Ma il cambiamento qual’è?? Il cambiamento viene nel Giugno 2006: da allora, in qualunque mostra sparsa nel mondo, in qualunque museo prestigioso o cantina di rione, evento galattico o concerto casalingo, riconoscerete la firma di un italiano dal fatto che è più o meno del tipo “Bello, ma noi siamo campioni del mondo! Po-po-ro-ppo-po-po-poooo!!“.
E c’è chi diceva che Italians do it better! Vabbè..
Scarpe
Ah, le scarpe, oggetto di culto femminile e di disgrazia maschile! Da sempre sott’occhio a tutti, da sempre nel paniere ISTAT per il calcolo dell’inflazione: capite voi l’importanta di questo oggetto che va sempre a coppia.
Anche qui il cambiamento, più recente stavolta: tutto esaurito per le scarpe a poco prezzo, pesanti ed aerodinamiche. Il motivo? Il tiro al bersaglio dei potenti! Dal caso del giornalista che le tirò a Bush in Iraq, predecessore ed ideatore di questo sport, sono seguiti altri e due casi: quello di uno studente di Cambridge che tira le scarpe al primo ministro Cinese e quello di questi giorni, degli studenti di un paese scandinavo che hanno tirato contro il loro premier un paio di scarpe corredato da dei libri, secondo alcuni per lanciare il messaggio “Non calpestate il sapere“, secondo altri per lanciare semplicemente più peso.
Si sospetta esista anche la variante erotico-sadomaso, consistente nel lancio di scarpe di lacca rossa dal tacco 12.
La Rowenta aspetta ansiona che lo scherzo si faccia pesante per eliminare tutti gli stock residui di ferri da stiro difettati.