Movies come reality

Come ho già detto più volte a mio avviso Donnie Darko è uno dei film più sopravvalutati della storia del cinema – forse secondo solo a 2001 Odissea nello spazio.

Comunque, a parta la mia – mancante – cultura cinematografica, volevo segnalarvi che in Brasile un aereo cargo americano (un DC-9) perde la turbina posteriore che piomba in mezzo ad una strada.

Il tutto senza vittime, conigli cornuti e distorsioni temporali.

Brr..

Tempo di statistiche: da metà Gennaio a metà Marzo abbiamo assistito a L’Aquila a ben 30 episodi di terremoto con una magnitudo variabile da 2 a 3.3, con uno in provincia di 3.6.

S.g.c. direte voi. Però una statistica ci stava da farla dai, calcolando pure che ultimamente va di moda prevedere le scosse sismiche attraverso una strana teoria sulla radioattività del radeon che, come fanno notare i più maliziosi, coincide piuttosto con un cambiamento della pressione atmosferica. E fortunatamente non fa un terremoto ogni volta che torna la pioggia.

Nel mentre noi si vive un po’ con la paranoia che ogni vibrazione sia il terremoto ma tanto poi quando realmente lo fa si reagisce con la stessa paura di quando suonano al citofono – “Toh, cos’era, il terremoto?” “Mi sa di si..” “Ah, vabbè.”
Tra le sensazioni più vicine alle scosse telluriche abbiamo il compagno di banco in sala studio che quando scrive utilizza la stessa forza di una motozappa a motore a scoppio e fa oscillare sospettosamente il tavolo, la lavatrice degli inquilini di sopra, il letto di quelli di sopra, le sedie spostate di quelli di sopra, insomma tutto ciò – cane compreso – che striscia sul pavimento di quelli di sopra, lo spazzaneve che ti passa praticamente in camera perchè abiti al piano rialzato, tuo padre che prova a suonare il tuo basso a palla – questa magari è più rara, più un tot indefinito di cose dalla dimensione variabile che per qualche strano motivo ci fanno riscoprire ogni volta la potenza della forza di gravità.

In tutto ciò, i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sono sul piede di guerra perchè questo Governo ha tagliato quasi la totalità dei fondi destinati a loro e quindi “minacciano” di non poter più fare questi studi e quindi, di conseguenza,  non pubblicare più questi dati – e così sono riuscito a taggare berlusconi anche in questo post.

Tra geologi che dicono che tante piccole scosse impediscono il verificarsi del BigOne e altrettanti che provano il contrario, da queste parti si sta, come d’autunno sugli alberi, le foglie.

Technologic!

Torno a casa sotto una bufera di neve, a due giorni dalla primavera, e su internet cosa trovo?? Google street view disponibile a L’Aquila!!
OH MIO DIO!!!!

Evento più unico che raro.. Prima cosa, chiaramente, cerco casa mia, come ogni terrone farebbe. :D E ricordo che poco più avanti ci dovrebbe essere uno specchio parabolico, di quelli che si mettono agli incroci ciechi delle strade. Ed infatti è ancora lì.. Non è che magari… – penso – dai non possono essersi perso questo dettaglio..

Ed invece eccola lì! La google car in un autoscatto con tanto di macchinette sul tetto!!!
Preso dalla gioia di aver avuto una visione così intima di Google ingrandisco ingrandisco e… M’hanno fregato. Hanno censurato il volto del conducente.

Pensano proprio a tutto eh!

Un posto al sole

Oddio che paura che ho avuto! I gestori dello spazio mi avevano sospeso il dominio per alcune vicende più o meno contrattuali – si, era colpa mia e loro sono stati mooolto gentili – e quindi una triste pagina grigria con una riga di scritto aveva bacchettandomi sottratto visibilità alla bellissima grafica coi pallozzi arancioni..

E come di consueto, quando non posso scrivere, mi viene troppo in mente da raccontarvi. Per la precisione mi riprometto di riscrivere mano mano tutto quello a cui avevo pensato, cioè in realtà una serie di elementi dei nostri giorni che sono sintomatici dei tempi che cambiano. Come ho detto già sopra, li ho dimenticati quasi tutti. Perciò ora ne scrivo uno e quando mi vengono in mente gli altri li aggiungo, ok? Grazie.

  1. Ti accorgi che qualcosa sta cambiando quando inizi a misurare la tua anzianità e l’esperienza dei tuoi rapporti sociali in versioni di Facebook. C’è chi ne ha vissute 3, 2 o solo l’ultima, nuova di pacco, di quattro giorni fa. C’è chi addirittura, come il sottoscritto, se lo ricorda ancora in inglese, poi con le prime frasette abbozzate in italiano e che magari ha anche contribuito alla traduzione – si, l’ho fatto, mea culpa.
  2. Collegato al punto sopra – ma scoprendo con rammarico che il punto “unoemezzo” non è contemplato da WordPress – userò il due: cammini per strada, allunghi l’orecchio per sentire i discorsi di due ragazze carine, magari anche più grandi, giusto per, e senti “Oh, ma le hai viste le foto della serata su Feisbuuuuuuuuuuuuuuc??”
  3. Per i motivi di sopra, questo sarebbe il punto “unoetrequarti”, come se avessi paura di andare al due: ma tra i sintomi dell’esagerazione facebookiana c’è di sicuro il genere di amici che aggiungi. Finiti i compagni di scuola passi ad i conoscenti, poi agli idoli (tipo giocatori etc..), passi ai dirigenti della società di basket che regolarmente espelli durante una partita (assurdo…), arrivi ai colleghi d’ufficio dei tuoi genitori e poi.. TUO PADRE! Cioè, io ancora no, ma quando succederà giuro che mi scancello.
  4. Punto quattro che riguarda solo me, un punto veramente tragico: stavo cazzeggiando con la nuova macchinetta che ho comprato, detta Fisheye per via del mostruoso grandangolo con una visuale di 170° – è superiore! cioè, veramente spacca spacca spacca! – e a un certo punto ho notato una cosa sulla sinistra dell’inquadratura.. Era il mio naso. E con questo sono alla frutta, anche se non c’entrava niente

A presto per aggiornamenti sul pezzo..

ps, Ben rivisti!