Si sta,
come d’autunno,
sugli alberi,
le foglie.
Permettetemi un abuso di Ungaretti ma ci sta tutto. Non so se avete letto il mio post precedente sullo shake-shake aquilano (dovrebbe essere due giri di scroll più giù) ma è il caso di aggiornarvi sulla situazione tellurica di questa zona infausta di mondo.
Vi avevo lasciato con una statistica che contava 30 scosse; due precisazioni quindi: in primis 30 erano quelle ravvisate dalla popolazione, non comprese quelle “strumentali”. E poi in due giorni che è il post su internet ha fatto almeno altre 15 scosse avvertite da noi comuni mortali, tra cui una di M4 che mi ha personalmente fatto liquefare le budella.
La situazione è stata un po’ da film: ero in aula studio in uni, quando mi sono sentito un mio stesso calzino alle prese con la centrifuga della lavatrice, rumore incluso trrrrtrrrrtrrrrtrrrrr e in un secondo, max due, scene di panico urla e pianti come in una perfetta pellicola americana. Fuga dall’edificio come da manuale attendendo la seconda scossa che non si è fatta aspettare naturalmente.
E da lì alla sera scosse su scosse, ripetute diciamo ogni mezz’ora, con qualche pausa di grazia ogni tanto. La sera l’ansia e la tensione si vendevano al chilo per strada. Di lunedì sera tanta gente in giro non s’era mai vista, macchine ovunque. Il risultato è la veglia non organizzata più grande degli ultimi tempi: il piazzale del GS era una piazza del mercato con il tutto esaurito e posti in piedi per tutta la notte mentre si stava meglio davanti al LIDL dove c’era anche chi aveva scomodato il camper. Frequenti apparizioni della polizia qui e là per contorno.
Una giornata di certo che non si dimenticherà facilmente, quantomeno per la sua assurdità.
Calamità,
un evento imprevedibile,
dà una scossa irreplicabile
spero non per l’eternità.