Come sopravvivere al proprio stesso stomaco: Pasta Overture #1

 

Prologo:

Uno dei piatti più di effetto ed allo stesso momento più prèt-a-porter è sicuramente la pasta tonno, pomodorini, pinoli, capperi e fantasia. Si, praticamente tutto assieme, uno di quei piatti svuota frigorifero di cui andiamo tanto matti.

Conosciuta anche come Pasta alla Bepi in onore dello scopritore, oppure Pasta Overture #1. Insomma, chiamatela come vi pare, tanto cosa volete che gliene freghi a chi la mangia di come si chiama? Basta che sia tanta e buona. Vi premetto che questo piatto è stato sperimentato solo una volta, anche se credo sia sufficiente. Bene, iniziamo altrimenti finisce che stasera non mangiate. Chiaramente se stai leggendo la ricetta per la prima volta quando sei già sui fornelli con l’acqua che bolle, probabilmente ti mancherà metà degli ingredienti necessari e quindi, anche in questo caso, stasera non mangi.

In tutte le ricette che pubblicherò troverete per iniziare dei simpatici quanto utili trivia affinché sappiate subito a cosa andate in contro.

 

Pasta Overture #1
 

  • Tempo di preparazione:
    15’ di bollitura dell’acqua + 12’ di cottura della pasta
  • Stoviglie da pulire:
    una pentola per la pasta, una grande padella, una cucchiara di legno.
  • Ingredienti necessari per due persone:
    200 gr di pasta (mezze maniche o simili), una scaoletta piccola di tonno, 5 gr di pinoli, 8 capperi, una decina di pomodori pachino, olio, sale, una cucina ed il pane tostato che avete preparato seguendo i preliminari di questa guida.

 

Iniziate lavando i pomodorini pachino e visto che ci state lavatevi anche le mani, con l’influenza che gira, vi farà sicuramente bene. Seguite sempre Topo Gigio. Bene, lavate i pomodorini e poggiateli un attimo attimo. Nel frattempo tra il 4 ed il 5 pomodorino – è fondamentale essere precisi in questo – mettete a bollire l’acqua: lo dico una volta per tutte che il sale, rigorosamente grosso, ma messo dopo, quando si iniziano già a vedere le prime bolle, altrimenti mangerete nel 2012 e potrebbe essere troppo tardi perchè magari il mondo finisce. Ok, ora diamo per assodato che sapete mettere a bollire l’acqua.

 

Ora mettete la graaaande padella sul fuoco – grande perchè poi ci dovrete saltare la pasta – con un po’ d’olio d’oliva: quello che il vostro coinquilino pugliese porta sempre da casa, non quello di semi per friggere, nè quello della macchina. Una volta che l’olio è un po’ caldo, senza esagerare, mettete i pomodorini tagliati a pezzi – a quarti o anche i ottavi per i più precisi e per i pomodori più grandi. Fate stare un po’ questi piccoli pezzettini rossi nell’olio caldo per un po’, evitando di friggerli. (Avete messo l’acqua sul fuoco??)
Senza farvi male – non sapete quanto è facile – aprite la piccola scatoletta di tonno e “sbriciolate” il povero pesce nella padella. Dico sbriciolatelo perchè non deve mantenere nella padella la stessa forma che aveva nella lattina. Fatto questo, date una girata con il cucchiaio di legno, mettete il fuoco al minimo e lasciateli un poco lì. Prendete ora i capperi e lavateli bene dal sale sotto l’acqua se non volete diventare ipertesi in anticipo sui tempi. Mettete anche i capperi nella mega padella e visto che state, se non è troppa fatica per voi, aggiungete i pinoli. Se non l’avete ancora notato, i pinoli costano come l’oro, quindi siate parsimoniosi (un pacchetto intero da 20gr non servono) ma non troppo tirchi sennò quei pochi che ci avete messo non serviranno a nulla ed in pratica saranno sprecati. Assaggiate un poco di condimento e se necessario aggiungete un pizzico di sale.

 

Bene bene bene, dove eravamo? Ah si, tutto è nella padella. Dopo 3-4 minuti spegnete il fuoco della padella e dimenticatela lì per un po’. Ora con la macchina del tempo andiamo avanti rapidamente fino a che voi buttate la pasta – che cuoce in 12 min di solito. Se posso dire, comprate la Barilla perchè è palesemente la migliore. Quando mancano tra i tre ed i 4 minuti alla fine del tempo di cottura della pasta, riaccendete il gas sotto la padella e tenetelo al minimo, girando sempre il condimento altrimenti si attacca, si brucia, si apre la terra, Topo Gigio prenderà la suina.
Chi gradisce le alici, o almeno il loro sapore, può aggiungerne un paio spezzettate a questo punto: non dovrebbero starci male. Ricordate però di aggiungere meno sale perchè altrimenti…..

 

Preparatevi per il momento più difficile, cioè quello di scolare la pasta e condirla: aprite un po’ d’acqua fredda nel lavandino – si, non è una leggenda metropolitana ma è utile – e scolate la pasta. Al volo, in non più di 5 secondi, buttate la pasta scolata nella padella e saltatela con un accurato e deciso movimento del polso, aiutandovi con la cucchiara di legno. 

 

Dopo circa mezzo minuto spegnete tutti i fornelli, per non saltare in aria, e fate le porzioni direttamente nei piatti. Aggiungete ora il pane tostato che avete imparato a fare seguendo la lezione preliminare di questa stessa guida nella quantità che preferite, girate e servite a tavola.

 

Dopo aver mangiato, fatemi sapere com’è andata. Non è cosa buona far lavare i piatti agli eventuali ospiti ma potreste chiederlo per esempio al coinquilino, sempre quello pugliese che vi ha prestato l’olio per cucinare.

Come sopravvivere al proprio stesso stomaco – I preliminari

Prologo: avevo iniziato a scrivere questa guida un paio di giorni fa ma distrattamente mi si è cancellato tutto. Sotto insistenza di alcuni amici ho deciso di ributtarla giù in meno tempo, perchè comunque l'umanità non ne poteva fare a meno. Per questo motivo, la parte dedicata ai preliminari sarà notevolmente ridotta. Ne saranno contente le donne….

Bene, allora poche parole per introdurre il prossimo successo editoriale del secolo, Come sopravvivere al proprio stesso stomaco: la guida culinaria che ogni universitario fuori sede stava aspettando! Basta con le ricette in cui sono nominati strani ingredienti, basta pensare la mattina a cosa cuinare la sera, basta ingrossare il fegato, basta farsi amici i fattorini che portano a casa le pizze.
E no, non sono un esperto di cucina, ma ne scrivo solo per esperienza. Quindi le vostre critiche mi fanno un baffo. Tiè.

Avvertenza: se seguite questa guida per più di una settimana ed avete problemi gastrointestinali assortiti, smettete di seguirla e nutritevi normalmente. Se necessario consultate un medico. Non rispondiamo di colorito verdognolo, malformazioni genetiche nelle prossime 6 generazioni, morte. Se non siete soddisfatti dei miei aiuti, vi offrirò una cena a casa mia per sdebitarmi. Nulla di più. Iniziamo!

Parte prima: I preliminari

Come ogni bella cosa della vita, anche in cucina sono necessari dei buoni preliminari: rischiate altrimenti di trovarvi in situazioni imbarazzanti, quali il non avere l'ingrediente chiave, servire mozzarelle verdi o tentare di cucinare il gatto. Pochi consigli potranno esaurire l'argomento dei preparativi. Attenzione, non è una lista della spesa, ma un'opera d'arte.

  • Se non fate spese in comune e anche se odiate andare spesso al supermercato che ipoteticamente si trova dall'altra parte della città – o anche se vi hanno rubato la bicicletta – evitate di comprare alimenti facilmente deteriorabili in quantità eccessive. Del tipo che 6kg di mozzarelle non saranno facili da consumare in una settimana, tempo stimato nel quale il suddetto latticino acquista un colore verdognolo. Lo stesso dicasi per i 9 sgombri freschi che avete trovato in offerta. Se comunque amate fare le cose in abbondanza – e si sa, con i preliminari è facile voler strafare…  – congelate quello che dura meno di tre giorni. Mozzarelle, carne di ogni tipo, sughi & salse, salsa & merengue, tutto può essere congelato e prontamente tirato fuori al momento opportuno, anche dopo un mese di distanza! No, il gatto no, quello lascialo stare.. Unica cosa, per la carne, i latticini e qualche altra cosa che ora mi sfugge, ricorda di tirarlo fuori la mattina per la sera e la sera per il pranzo del giorno dopo. Non prentendere che un petto di pollo si scongeli dalle 19.30 alle 20.30, neanche supermen può tanto (un microonde si, ma se siete veri studenti fuori sede, non ne avrete uno.)
     
  • E' cosa buona e giusta avere sempre dentro casa dei capperi. Si, quello strano vegetale presente nelle imprecazioni un po' attempate esiste veramente e, qui la notizia, è uno dei vostri migliori alleati in cucina! Personalmente li utilizzo dovunque sia per salare sia per dare un po' di sapore: se avete appena finito di preparare il sugo più stupido della storia, aggiungete un cappero durante la cottura, vedrete che storia! O meglio, il vero cult dello studente: il sugo col tonno. Ho visto amici morire tentando di digerire una pasta con quantitativi di tonno abominevoli, utili più come laterizio che come alimento. Bene, risparmiate qualche simpatico pesciolino ed aggiungete qualche cappero: il risultato vi sorprenderà. Avvertenza: i capperi sotto sale vanno lavati per bene prima di essere utilizzati. Non ve la prendete con me se dimenticate di farlo ed i vostri piatti sapranno di scoglio calabrese.
     
  • Il latte, eterno dilemma! Dura tanto chiuso, dura poco aperto. Distinguiamo: se fate colazione con lo scoppozzo di latte o ogni sera lo bevete addizionato a cioccolate o porcate varie, fatene scorta di quello a lunga conservazione e state a posto. Andate direttamente al punto successivo. Se invece di latte non siete consumatori abituali, vi conviene prendere i cartoni da mezzo litro a lunga conservazione, così li potete mettere chiusi in uno scaffale e tirarli fuori all'occorrenza. Il problema sorge però quando avrete aperto una confezione per una timida scaloppina: non provate a finire il cartone affogando la carne in mezzo litro di latte perchè non si cuocerà in tempo per la fine del mondo (in molti sostengono si tratti del 2012 ma non è questa la sede opportuna per parlarne..). L'unica soluzione è quella di pianificare in giorni vicini la preparazione di piatti in cui il latte possa essere utilizzato oppure rubarlo quando serve al coinquilino pugliese. Tutti lo hanno un coinquilino pugliese con tanta roba nel frigo. Secondo le statistiche Erusispesdsifsdcsdvnsjn, la seconda opzione è di gran lunga la più in voga tra i ventunenni nati tra il 14 ed il 16 di Aprile.
     
  • La cosa fondamentale di cui dovrete munirvi è il soffritto pronto. Non storcete il naso subito, credetemi: una volta provato non lo mollerete più. Vi consiglio in particolar modo quello della Coop perchè è di gran lunga il migliore e con quell'aria da casalinga del tipo la-coop-sei-tu ti fa credere che dentro ci sia meno merda di quello che pensi. Però rimane comunque una mano santa per sostituire ogni tipo di odore che tendenzialmente può marcire in ogni angolo impossibile da pulire della vostra cucina. Tipico è anche lo scenario del prezzemolo secco, schiacciato e appicciato sul vetro dello scompartimento più basso del frigo. Un minuto di silenzio per il prezzemolo. Che, per inciso, è impossibile da lavar via.
     
  • Non buttate il pane secco: anzi, accumulatelo. E sedetevi che vi sto per rivelare il segreto più grande, quello che darà una svolta alla vostra vita culinaria. Già questa guida è stata una svolta? Ah, allora stavate messi più male di quanto pensassi. Comunque, comunque, parlavamo del pane: una volta che si è seccato, invece di trovare simpatici modi alternativi per utilizzarlo – tirarlo alla polizia durante le manifestazioni non va bene, anche se la consistenza è come quella del porfido dei sanpietrini – fatene dei piccoli pezzetti. Poi mettete una padella senz'olio sul fuoco a scaldare e tostate questi frammenti di pane del '15-'18 senza carbonizzarli magari. Ora sminuzzateli tipo pane grattuggiato, quello delle cotolette, ma di una grana abbastanza più grossolana: l'ideale sarebbe frullarlo col Minipimer ma so che è un oggetto di difficile reperimento. Potreste pestarlo con un qualsiasi oggetto o organizzare dei party "frantuma pane" con gli amici, so che vanno molto di moda. Bene, ottenunto questo pane grattuggiato, ripassatelo nella stessa padella calda di prima, ma stavolta con un filo d'olio. Il prezioso risultato lo conserverete in qualsiasi contenitore asciutto e sarà per voi ORO. Utilizzatelo al posto del costoso parmigiano in ogni tipo di pasta e minestra: dalla pasta al burro, alla pasta e piselli, pasta con il tonno, pasta "tonno-capperi-pinoli-pomodorini" (questa sarà un'altra puntata della guida). Darà sapore in più e sopratutto CROCCANTEZZA. Non avete idea di quanto rende più figo un piatto di pasta il fatto che sia anche un po' croccante. Una volta provato lo mettere ovunque! Non esagerate provando a metterlo nel caffè, non ci sta un granchè bene.
     
  • Probabilmente c'è altro da dire, ma ora è tardi e non ricordo altro e mi sembra che le cose fondamentali ci siano. Se mi viene in mente altro, ve lo inserirò nelle ricette vere e proprie.

Bene, se avete seguito fin qui, siete dei pazzi. Ma sopratutto siete pronti ed avete tutto l'occorrente per seguire le mie prossime fantastiche ricette. Alla prossima!

Le 5 domande alla Curia di L'Aquila

Sulla moda delle domande poste da la Repubblica a Mr. B, ecco le "mie" 5 domande alla Curia di L’Aquila. Domande reali, non retoriche nè populiste a cui credo che qualcuno debba rispondere per chiarire questa benedetta storia della nuova casa dello studente San Carlo.
Le domande sono state girate alle testate locali online e poste sul blog di Don Luigi Maria Epicoco, che del caso si è occupato.

1) Allo scadere dei trent’anni previsti dall’accordo di programma, la proprietà dello stabile tornerà al nudo proprietario, cioè la Curia di L’Aquila, come previsto dagli art. 952 e ss. c.c.?

2) Esiste un accordo di programma tra la Curia, le regioni Abruzzo e Lombardia ed il Comune de L’Aquila per affidare la gestione della C.d.s. all’ADSU? Se si, in che modo è stato reso nullo, trattandosi di un accordo vincolante?

3) Esiste un bando pubblico e pubblicato per l’accesso ai posti della C.d.s. San Carlo? E se esiste, quali sono i criteri con i quali si è
stabilita una graduatoria? – se c’è e non sia stato invece utilizzato il criterio del primo che arriva..

4) Chi sono stati i beneficiari dei posti alloggio? Intendo nomi e cognomi, così come le graduatorie delle C.A.S.E., dei posti alla Reiss
Romoli etc..

5) Chi avrà diritto all’alloggio nella C.d.s. San Carlo dovrà versare una quota, per quanto simbolica o agevolata? E se si, a chi dovrà essere versata?

Vi prego di far girare in ogni modo queste 5 domande fino a che non avranno una risposta certa dalle istituzioni!

 

Ancora sulla Curia, sulla Regione Abruzzo e sulla Casa dello Studente

 

Non volevo tornarci su, ma mi trovo di nuovo a spiegare la situazione assurda in cui ci si trova con la gestione della Casa dello Studente "San Carlo" di L’Aquila, della quale mi ero occupato nel post precedente. Questo che segue è un commeno lasciato originariamente all’articolo relativo alla questione su www.uduaq.org Lo ripubblico qui per completezza, e per ritrovarlo meglio in caso di necessità.

Ok, va fatta un po’ di chiarezza sut utta questa storia. Premetto che parlo da esterno poichè in quanto aquilano ed ex studente a Teramo, dei posti letto a L’Aquila non me ne cale personalmente. “Sono fuori dal giro”, diciamo.
Ricostruiamo per chi si fosse perso qualcosa:

1) esiste un accordo di programma (quello citato da Antonio in seduta di Consiglio Comunale) tra Regione Lombardia, Regione Abruzzo, Comune di L’Aquila e Curia di L’Aquila (che è a tutti gli effetti un ente privato come può esserlo la Conad, per dirne una) i cui contenuti sono già stati spiegati da Antonio appunto e che potete trovare presso gli uffici del Commissario per l’ADSU alla Regione Abruzzo (piano terra, entrando a destra, corridoio frontale, prima o seconda porta a destra, Dott. F. D’Ascanio). Per completezza, questo accordo è firmato dal Presidente Chiodi mentre all’ADSU c’è un vuoto istituzionale, cioè il presidente, dimissionario, D’Innocenzo non è in carica ed il commissario ancora non ha accettato l’incarico. Quindi Chiodi risponde per l’ADSU, naturalmente.

2) La Regione Lombardia impiega i soldi del FAS che non è altro che un fondo che lo STATO devolve alle Regioni per provvedere allo sviluppo di aeree degradate. In origine era la ben nota “Cassa del Mezzoggiorno”. Con le robe federali, riforme e leggi, diventa FAS e tocca a tutte le regioni. Soldi quindi statali devoluti alle regioni. E i soldi allo Stato glieli diamo TUTTI NOI. Sempre per completezza eh.

3) La Curia NON DONA il terreno al Comune di L’Aquila ma il suo DIRITTO DI SUPERFICIE: questo, come potete verificare su qualsiasi testo elementare di diritto privato (Art. 952 e ss. c.c.) prevede che la proprietà della terra (nuda proprietà) rimanga alla Curia, in questo caso, mentre ciò che sarà costituito sopra è proprietà del costruttore (Regione Lombardia che però avrebbe donato lo stabile alla Regione). Il d. di superficie può essere perpetuo o con scadenza: nel nostro caso ha un termine di 30 anni. Quindi nel 2039 si riavrà la riespansione del diritto sulla nuda proprietà della Curia anche allo stabile, che sarà quindi, a tutti gli effetti, della Chiesa.

4) Già al punto tre dovreste essere scandalizzati per l’enorme regalo che il Patrimonio dello stato s.p.a. fa alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana S.p.a. Ma lo scandalo maggiore arriva quando con una delibera di Giunta la Regione Abruzzo approva la gestione della Casa dello Studente a favore della Curia, DISAPPLICANDO l’accordo di programma preesistente tra le parti, che altro non è che un contratto e come tale vincolante, “con forza di legge” (sempre dal c.c.). Chi voleva l’illecito, eccolo.

5) La gestione del diritto allo studio non è di competenza esclusivamente pubblica: io privato posso fare un colleggio e affittarlo a chi dico io e come pare a me – vedi per es. quello in costruzione davanti Gallucci a Coppito. Ma è difficile che un privato possa svolgere attività di alloggio per gli studenti con una struttura a tutti gli effetti pubblica. Quantomeno sarebbe possibile se la graduatoria d’accesso a questi posti fosse la stessa ed unica utilizzata per gli altri posti (Reiss Romoli o borse di studio o che so..) per offrire quei servizi che permettano ai “capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, il diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.” (art. 34 Cost.)

6) A mio avviso oltre che possibile è auspicabile il ricorso al TAR contro la delibera di Giunta con la quale la Regione Abruzzo ha affidato la gestione dell’immobile alla Curia in quanto appunto viola un accordo preesistente e sul quale ogni studente dell’Ateneo aquilano ha fatto affidamento. Seguendo questa linea di principio, in linea teorica, gli studenti penalizzati da questa “gestione privata” potrebbero addirittura richiedere un risarcimento per il danno causato dall’affidamento all’accordo di programma, ma non vogliamo esagerare qui, ci basta che tutti abbiano gli stessi diritti.

Questo dal punto di vista più o meno giuridico. Se ravvisate che abbia scritto cazzate o cosa false, contestatemi i punti precisi con fatti altrettanto precisi grazie, non ho tempo e voglia di discutere sui massimi sistemi e sull’esistenza di dio, quel dio che “progetta la frontiera e costruisce la ferrovia”.
Con affetto,
ttan

Do they know is Christmas time at all?

Gingle bell, gingle bell, etc etc..

A Natale manca ancora un po’ ma questo ipocrita mondo consumista – quanto mi piace… – ci sta già pensando. Ed un signore che ci pensa già da quest’estate è il Governatore della Regione Lobardia, noto sotto il nome di Formigoni.
Si chiedeva verso luglio come poter fare un regalo alla Chiesa senza apparire troppo e senza far sapere alla gente che i regali lui li fa con i soldi degli altri – i nostri per l’esattezza.

In due righe vi racconto come funziona: la Regione Lombardia decide di fare una donazione agli studenti aquilani, una nuova Casa dello Studente, che non venga giù. Formig contatta la Curia che gli dice "Tho, ho proprio un terreno qui sottomano. Se mi rifai anche la sede della Curia, ti ci lascio fare sopra la CdS". Formig accetta, mettendo alla progettazione e realizzazione chiaramente la gens Lumbàrd. Ma ci può stare. Legalmente la Chiesa (privato) concede alla Regione Lombardia (pubblico) il diritto di superficie sul suo terreno. Regione Lombardia (sempre pubblico) costruisce la CdS che dona a QUALCUNO (punto cruciale) per essere utilizzata come alloggi per gli aventi diritto.

Primo quesito: con che soldi li costruisce? Con i FAS, Fondi per le Aree Sottoutilizzate(Sottosviluppate), ovvero un fondo erede della vecchia Cassa per il Mezzoggiorno ma con pennellate federaliste: in altre parole, soldi che sono gestite dalle Regioni per promuovere quelle attività utili a portare ricchezza e sviluppo in aree povere – in principio era pensato per il Sud d’Italia.

Fin qui, ci può stare tutto. Ma poi in un freddo giorno di Novembre arriva la sorpresa-pacco. La Curia (privato, organo della Chiesa Cattolica Italiana S.p.a.) gestirà i posti alloggio, con graduatorie e criteri differenti da quelli della Regione (pubblico) che tramite la sua agenzia ADSU gestisce i servizi di diritto allo studio. Da prime dichiarazioni della Curia, l’ADSU pensa hai posti di chi ha diritto mentre loro penseranno a chi ha bisogno. Questo implica criteri di selezione diversi. Quali saranno i criteri con cui un ente privato gestirà dei posti letto costruiti con soldi pubblici duplicando ed bypassando le graduatorie pubbliche?? Potranno fornire punti l’essere figli da genitori uniti in matrimonio religioso, essere cattolici e praticanti, portare il cilicio, avere in camera un poster della Binetti. E già qui viene da urlare. (Inciso: alcuni dei ragazzi morti sotto le macerie della CdS non erano neanche cattolici poichè erano studenti stranieri…..)

Ma il bel pacco arriva ora. Da nozioni elementari di diritto privato si sa che il diritto di superficie in pratica scinde la proprietà di un terreno in due separate proprietà: una, quella originale della terrà, comprende solo il suolo, la cd. nuda proprietà mentre l’altra riguarda l’immobile su di esso costruito, quindi due proprietari differenti. Ma il diritto di superficie può non essere (e spesso non lo è) perpetuo bensì sottoposto a termine, usualmente venti o trent’anni.

Se quindi in questo caso il diritto di superficie è a termine, tra vent’anni – o chissà quando, ipoteticamente anche prima o dopo – la situazione sarà questa: la Curia di L’Aquila (sempre privata) sarà PROPRIETARIA dello stabile costruito dalla Regione Lombardia (pubblico) con i soldi del FAS (pubblici) e lo potrà gestire come gli pare e pare, potendo o meno istituire graduatorie (private) per l’assegnazione dei posti letto.

Ditemi voi se questo non è un bel regalo di Natale!!