SMS in ogni lago

Si è chiusa un'altra – la sessantesima – edizione del grandissimo luccicantissimo roboante incalzante strafottente Festival di Sanremo/Amici di Maria De Filippi, consegnando il premio per la miglior canzone italiana 2010 (di questo si tratta, purtroppo) a Valerio Scanu ed i suoi laghi. Ma quello che ha fatto scandalo, si sa, è il trio monnezza Pupo-Filiberto-tenoreanonimo classificato SECONDO.

Di questo imperdibile evento – quando ricapita vedere l'orchestra rai che tira via gli spartiti in segno di protesta?! – noi abbiamo seguito la diretta. Ma era così talmente diretta, eravamo così impegnati, che abbiamo saputo i risultati, finalisti e poi vincitore, circa mezz'ora prima della chiusura del televoto.

Guardare per credere.

Forti, gentili e permalosi.

Ma tu guarda se mi tocca difendere una canzone di Sanremo, che peraltro neanche mi piace. Vabbè..
 

Era il 12 Aprile scorso, appena una settimana dopo il terremoto. Eravamo chi nelle tende, chi negli alberghi, chi in macchina. L'Aquila era al centro delle cronache e il Premier regalava dentiere a vecchiette sofferenti. Non si immaginava ancora nulla dello scandalo che uscirà sugli appalti del DPC e nessuno immaginava che già allora erano partite le macchine, non dei soccorsi, ma degli imprenditori. Comunque dicevo, il Premier tra una dentiera e l'altra, ci regalava una perla di raro tatto consigliando a tutti gli sfollati delle tende blu di fare finta come se fosse in vacanza in campeggio (sic.)

Dieci mesi dopo eccoci sul palco di Sanremo, c'è Simone Cristicchi che canta una canzoncina, scritta con Frankie Hi-nrg, in stile molto sanremese, di protesta-ma-non-troppo. O meglio, che dice tante cose giuste ma che siccome sono dette al teatro dell'Ariston, nessuno ci bada e quindi per assurdo il palco più ascoltato d'Italia diventa il più ignorato. Nella canzone c'è una frase "e i terremotati sono ancora in vacanza", che evidentemente cita il Premier e le sue promesse di risolvere tutto e velocemente. Poteva chiudersi qui, poteva semmai succedere che gli aquilani avrebbero potuto provare piacere nel vedere che qualcuno tenta ogni tanto, come può, di far sapre come stanno da noi le cose.

Invece no. Centinaia di giovani su Facebook si scagliano contro l'autore, con epiteti poco cordiali, augurandogli morte e distruzione, perchè ci prende in giro. E' talmente assurda questa cosa che non so neanche come spiegarvela. Queste le parole del cantante:

La frase "i terremotati ancora in vacanza" si riferisce sarcasticamente alle dichiarazioni del premier in merito al suo concetto Di risoluzione dell'emergenza a L'Aquila. Non era mia intenzione offendere nessuno,ma mettere in luce alcune bugie Di questo pseudo- regime Che USA I media per manipolare le menti semplici.e gli aquilani dovrebbero sapere meglio Di me Di cosa sto parlando.

Sono stato 4 volte (troppo poche!) a L'Aquila e seguo giornalmente le vostre vicende drammatiche.
Sono in contatto con Alberto Puliafito,Che ha realizzato il docu film Yes we Camp,Che consiglio a tutti Di vedere:e' molto istruttivo,e racconta molte realta' Che vengono censurate!

A distanza Di mesi ho solo voluto inserire nella canzone,una frase Che potesse servire per parlarne ancora! Spero Di essere stato chiaro, e Di dare in piccolo aiuto anche in questo modo.
Grazie.

Simone Cristicchi

C'è gente che continua ad indignarsi per questo e che osanna a chi invece organizzava affari per ricostruire facendo soldi.

Ce lo meritiamo quel poveracci che si ascolta nelle intercettazioni. Ce lo meritiamo proprio.


[Ps. Questo articolo è stato segnalato su www.cristicchiblog.net: la figura di merda è stata un pochino arginata..]

Marco Corre – Ex Otago

Vi posto testo e accordi della canzone che gli Ex Otago hanno proposto per la categoria giovani di Sanremo ma che purtroppo è stata rifiutata clamorosamente. Ancora purtroppo, non si trova in giro abbastanza facilmente..

Titolo: Marco Corre
Autore: Ex Otago
Anno: 2010

Intro (sotto il parlato): Si  Re#m  Mi Do#m

Si

Pensa che bello

              Re#m

correre quando si fa sera

  Mi                        Do#m

e certo che Marco, Marco lo sa

Si

Mettiamo un monte alto

         Re#m

mettiamo il Monte Bianco

       Mi                            Do#m

ed una gara in salita, che Marco vincerà

               
                    Mi

Ma mio padre non lo sa,

                     Si

Guglielmo non lo sa,

                     Mim

Serene(?) non lo sa..

                              Si

che Marco a piedi tornerà.

(Strumentale come l'intro)

Si

E' passato l'inverno

         Re#m

fare una corsa sul prato

    Mi                            Do#m

baciarsi ridendo, poi tornerai indietro.

      Si

Ee, un bosco un deserto,

          Re#m

Marco pure lì ha vinto tutto

               Mi

la sua corsa è come una danza

             Do#m

Marco è una vita che balla

                    Mi

Ma mio padre non lo sa,

                     Si

Guglielmo non lo sa,

                     Mim

Serene  non lo sa..

                               Si

che Marco a piedi se ne andrà.

                           Re#m

Corre Marco corre sulle montagne

                   Mi

compagne di viaggio

                             Do#m

andate e ritorno, un paio di scarpe.

Si                              Re#m

Corri Marco Olmo, corri più forte

          Mi

medaglie e medaglie ma su nel paese

               Do#m

non si vive di corse.

                     Mi

Ma Francesca non lo sa

                Si

Roberto non lo sa

              Mi         

Simone dice ma

                         Si

Luca ride chi se ne importa

                        Mi

Al bar centrale chi lo sa

                             Si

che un uomo lotta con la corsa

                      Mi

e se un giorno smetterà..

Marco corre e correrà.

Grandi Ex Otago!

Come laurearsi in tempo per il proprio funerale

Il materiale per gli studenti universitari è infinito. Così come infinite sono le legende metropolitane del tipo 'i fuorisede non si ammalano mai' oppure 'i fuorisede non studiano mai'. Dato che non sono medico e mi ammallo anche spesso – oltre a vivere in perenne stato di raffreddamento – devo ripiegare nel spiegarvi il perchè di questa seconda, falsa, diceria.
Da sondaggi ISAPASCASHCAUECHAUSC (Istituto Statistico Avanzato Per Aiutare Sistematicamente Casi Anche Sufficientemente Handicappati Che Avevano Unito E Confuso Hamburger Asportando Urine Succhiando C.) effettuate su un campione estratto a sorte di studenti italiani, sono emerse alcune validissime giustificazioni per cui i fuorisede fanno altro invece di studiare:

  1. Non studio troppo perchè mi fanno male gli occhi: si sa che i classici non vanno mai di moda. Visto che statisticamente i fuori sede non tengono con loro i cani, hanno perso chi mangia i loro compiti. Gli occhi sono una naturale evoluzione dell'animale che mastica il quaderno. Non trovate il nesso logico? Bè forse non c'è, ma fidatevi che è così.
     
  2. Non studio perchè devo pulire, sto affogando nello sporco: questa scusa è insolitamente veritiera. Di solito uno studente si accorge di essere arrivato al punto di non ritorno nel momento in cui da un nome alla blatta che gli porta la colazione a letto e vede i suoi coinquilini sigillare la porta della sua stanza con il nastro adesivo giallo e nero. Due le teorie in questo caso: a) chi pulisce prima di iniziare a studiare, rimandando all'infinito il momento di aprire il libro. b) chi inizia e dopo 20min scarsi, con un immenso sacrificio, si alza per iniziare a ramazzare per casa. Ormai vecchia la tatticha di pulire una mattonella alla volta, tornare a studiare ogni volta e poi ritornare a pulire e poi etc etc..
     
  3. Non studio tanto nel 2012 finisce il mondo: scusa utilizzata chiaramente per chi dovrebbe laurearsi entro il 21.12.2012. Grazie a degli studi recenti condotti dal dott. obbocaiG all'interno del suo programma di regayoV, abbiamo scoperto che i Maya avevano predetto la fine del mondo per quella data: perchè dunque sbattersi e rovinarsi l'anima per studiare quando possiamo goderci l'ultimo binneio di bagordi?  La scritta "Dio c'è" pare sia un segno tangibile dell'avvenuta della fine del mondo. Altri sostengono che semplicemente i Maya si erano rotti le palle di disegnare calendari dal 1800 a.C. fino al 2012 e si sono fermati lì.
     
  4. Non studio perchè è buio e sono a favore del risparmio energetico: fomentati da un programma radiofonico comunista denominato Caterpillar (Radio2) migliaia di giovani hanno spento la luce per risparmiare energia, spingere all'utilizzo delle energie rinnovabili e salvare l'ambiente ed il pianeta. Chiaramente al buio non si studia: chi lo fa, tendenzialmente finge. Nelle stagioni estive, con le giornate più lunghe, di solito questa scusa regge poco – tranne per alcuni estremisti che chiudono le persiane alle 12.00
     
  5. Non studio ora, lo farò più in là, tanto c'è ancora tempo: no comment. Stupisce sopratutto come ci sia gente capace di dirlo entrando nell'aula dove si terrà l'esame.
     
  6. Non studio perchè devo assolutamente seguire gli ottavi di finale di curling delle olimpiadi – devo seguire la nazionale etiope di sci di fondo (in tv mentre scrivo): scusa che regge esclusivamente in concomitanza con le olimpiadi invernali. Sfortunato in questo senso chi si laurea nel quadriennio tra un'edizione e l'altra.
     
  7. Non studio perchè devo lavorare: ok, questa ci può stare. Ma se lavorate 24h ore al giorno valutate l'ipotesi di denunciare il datore di lavoro per sfruttamento sul posto di lavoro.
     
  8. Non studio perchè devo salvare il mondo: inizia a salvarti il culo.
     
  9. Non studio perchè devo scrivere una stronzata sul mio blog a proposito delle scuse per non studiare: e con questa chiudo…

Ps. Ci tengo a sottolineare come abbia personalmente sperimentato tutte e 9 le scuse per avere un riscontro sulla loro veridicità. Non posso scrivere fandonie!

Francesca, Maddalena e gli imprenditori dei morti

Fortunatamente non sono ancora state rimosse tutte le macerie che dal 6 Aprile rendono caratteristico il panorama aquilano, così avremo modo di tirarle sui denti agli allegri comari che se la ridevano sfregandosi le mani e pensando a quanti bei soldini sarebbero entrati nei loro portafogli mentre noi, incredibilmente, ci disperavamo perchè i nostri zii, genitori, figli, amici, erano sotto cumuli di sassi, sotto le briciole rimaste dei palazzi venuti giù. Chi c'era, chi ha passato quei giorni – per non parlare del resto – di dolore alla ricerca, troppo spesso vana, di un amico sopravvissuto, riesce a comprendere quanto sia dolorosa una risata. Come sia assurda, incredibile, ingiustificabile un anche minimo sentimento di gioia, dovuto solo all'idea di far soldi. Metto da parte la diplomazia, il senso civico, il pacifismo: fatemi stare da solo con questi ominucoli, vorrei fargli capire qualcosa.

Non sto giudicando i reati che potrebbero aver commesso perchè, ne sono convinto e l'ho spesso ribatido, un avviso di garanzia, così come un arresto cautelare, non significano nulla ai fini della colpevolezza, alla fine della storia. Ma le parole sono quelle, si sentono e si leggono. Difficile interpretarle in altro modo. Stavano festeggiando perchè da noi finiva il mondo. Punto, non c'è altro da aggiungere.

Che questo succeda tra degli imprenditori, è intollerabile. Ma che queli imprenditori siano invischiati come in una fonduta con il Sottosegretario nonchè Commissario-a-tutto nonchè direttore del DPC nonchè futuro ministro nonchè Dott. Guido Bertolaso, è una cosa a cui vorrei tanto non credere. Ditemi vi prego, che non è vero: non ho mai apprezzato l'operato di quest'uomo nè la santificazione che per mesi se ne è fatta. Ma erano comunque critiche legate all'operatività, alle decisioni strategiche che lui ha preso nella gestione del post-sisma (Le avesse prese anche nel pre-sisma…..). La cosa peggiore che noi potessimo pensare, che magari qualcuno abbia addirittura sperato che il terremoto ci fosse per poi venire a far soldi, è al limite con l'inimmaginabile – un po' come dire 'gli asini che volano'.

Pensare che solo un giorno prima dello scandalo DPC-G8-Maddalena (che è un'isola, mentre la ragazza di turno è Francesca) si era costituito un gruppo consiliare al Comune di L'Aquila la cui prima iniziativa sarebbe stata quella di promuovere la pratica per assegnare la cittadinanza onoraria a Bertolaso. Onoraria, cioè dovuta a cause di grande onore, lealtà, asservimento allo Stato ed ai suoi cittadini. Adesso scopriamo che il Dott. Guido era si asservito, ma magari più ad imprenditori e – anche lui – al sesso, che al popolo bisognoso.

In tutta lealtà, avrei preferito di gran lunga che lo fosse divenuto cittadino aquilano, piuttosto che scoprire cosa hanno combinato dietro.
Non vorrei iniziare a questo punto a pormi dubbi, a riflettere, a chiedermi quanto altro c'è dietro, quante magagne compiute magari addirittura prima del terremoto – e qui sarebbe veramente il peggio, pensare che ci si organizzava da prima.

Nella speranzosa attesa che esca fuori una verità 'rassicurante' – e sono disposto a sacrificare l'onore della magistratura tutta pur di sapere che tutto ciò non è vero – ho il bisogno fisiologico di vomitare.