
Mi sono chiesto se scriverlo, e mi ero risposto inizialmente di no. Poi però mi è tornato su, ed ho provato a buttare giù qualche riga: anche se non l’avessi pubblicato, metterlo nero su bianco mi avrebbe fatto stare meglio. Poi di nuovo voglia di lasciar stare: perchè crearsi problemi inutilmente?
Passa la serata, esco ed al rientro trovo la situazione peggiore di prima: è inevitabile che io scriva quello che penso. Ho il dovere di dirlo, anche se non importerà mai a nessuno o se semini discordia e problemi in quel po’ di relazioni sociali che tengo ancora in piedi a L’Aquila.
In questa seconda stesura sarò molto più sintetico: meno fronzoli, chi deve capire tanto capirà. Il contesto è il processo per le vittime del crollo della casa dello studente a L’Aquila in cui è imputato, tra gli altri, Luca D’Innocenzo. Tralascio la parte in cui vi spiego chi è e in cui vi illustro le ragioni per cui secondo me è innocente ed è un offesa solamente pensare che abbia delle responsabilità legali nella vicenda.
Comunque non è il processo in sè il quid, bensì quelli che come me difendono, fuori dalle aule di tribunale, il nome di Luca: dopo l’udienza d’appello di ieri – scandalosa se si considerano le parti civili che hanno chiesto di costituirsi (57) e le integrazioni di reato a carico di D’Innocenzo e Valente – “la mia parte”, quella degli innocentisti per fare un grottesco gioco di parole, ha scelto una linea di difesa che mi lascia sconcertato quanto deluso ed amareggiato. I miei amici infatti hanno scelto di passare all’attacco di Rossini, il Procuratore Capo di L’Aquila: è tutta oggi che vedo riemergere articoli dell’84 in cui si riporta in auge la carriera del pm, che presenta oltre alla lotta al terrorismo, degli elementi che fanno sorridere, come quando interrogò Moana Pozzi o quando si occupò della censura dei film hard in tv.
Premesso che non stimo Rossini come magistrato, ben altro è l’attacco di basso livello che si sta perpetrando in queste ore: ricordate quando il Tg5 fece un servizio sui calzini turchesi del giudice che si stava occupando del caso di Berlusconi? Ditemi ora dov’è la differenza tra il telegiornale di allora ed i vostri post su Facebook di oggi. Ditemi, dove sono finiti i princìpi che a quel tempo declamavate come ‘moralmente indefettibili’? Ora che siamo dall’altra parte, ci comportiamo come lui fa da 15 anni?
Ammetto di esserci cascato anche io inizialmente: ho sorriso alle notizie a proposito di cosa si è occupato Rossini in passato ed ho lasciato un paio di commenti divertenti e divertiti su Facebook. Ma poi ho pensato, mi sono osservato da un altro punto di vista ed ho visto nient’altro che gli stessi cronisti che irridevano i calzini turchesi.
Personalmente voglio difendere Luca nel merito, voglio che sia dimostrato come lui non c’entri nulla con tutto ciò che è stato tirato fuori e che ben altri sono i colpevoli – soprattutto quelli politici. Io voglio veramente verità e giustizia, ma non quella fatta sbrigativamente perchè c’è bisogno di un colpevole. Io farò veramente ciò che posso per dare una mano, ma voi credetemi, seppur in buona fede, non state aiutando Luca. State facendo un gioco sporco, una strada che avete sempre combattuto ed ora vi trovate a percorrere a grandi passi.
Probabilmente peccherò di presunzione o forse non ho capito ancora nulla di come vanno le cose. Sarà magari che non sono mai riuscito ad andar dietro alle teste pensanti e rimanere allineato per bene: per questo mi girano le palle ora e mi incazzo. Mi dispiace se qualcuno si incazzerà a sua volta e mi bollerà come sono stati bollati in tanti che, arrivati ad un certo punto, si sono discostati ed hanno pensato “Ehi, ferma un attimo, non è così che si fa”. Mi dispiacerebbe ancor di più se tutto ciò accadesse a mia insaputa.
Perciò, un appello personale: se credete che sia una testa di cazzo, abbiate il coraggio e la voglia di dirmelo. In fondo io quello che pensavo di voi, ve l’ho appena detto.
—Una nota personale di Luca sull’udienza preliminare di ieri e da come è stata riportata dai media. Vi giro il suo invito di prenderla come una riflessione e di suggerirla agli amici e di non trattarlo come un comunicato stampa: http://www.facebook.com/note.php?note_id=429958384713&id=1349923473





