
Anche io ho protestato nei giorni scorsi contro l’adozione al Senato USA del Stop Online Piracy Act (SOPA) oscurando il mio blog. Non che se ne sia accorto qualcuno, ma è il pensiero che conta. Per chi fosse stato offline negli ultimi mesi, il SOPA (o la SOPA?) è un progetto di legge che, con la scusa di creare utili strumenti per la lotta del copyright infringement sostanzialmente attribuisce ad autorità non giudiziarie la facoltà di censurare a proprio piacimento e preventivamente i contenuti della rete. Un abominio insomma.
Il succo della protesta, promossa tra l’altro da Google come da mille altri grandi nomi del web mondiale (Wikipedia oscurata si ricorderà..), per chi non l’avesse afferrato non è quello di poter scaricare illegalmente musica, film e software ma garantire la libertà di informazione del mezzo internet e combattere le possibili censure che con il SOPA potevano essere messe in atto da chiunque.
Ieri (19 Gennaio) la notizia dell’oscuramento di Megavideo e tutti i siti collegati alla sua società – in tutto sono circa una ventina del tipo Megaqualcosa.com, dell’arresto degli amministratori della società con sede legale in Nuova Zelanda e la confisca di oltre un centinaio di milioni di dollari con annesse Maserati, Ferrari e Mercedes. L’inchiesta “Mega Conspiracy” promossa dall’FBI muove accuse molto gravi: oltre alla violazione del diritto d’autore tramite la diffusione non autorizzata di materiale ad esso soggetto è stato contestata l’esistenza di una struttura in scala mondiale per il riciclaggio di denaro frutto di attività illecite. Quantificando, si parla di 500 milioni di dollari di danni verso i proprietari dei diritti d’autore e di 175 milioni di incassi illeciti. Sono cifre assurde che gli amministratori di questa società hanno realizzato diffondendo illegalmente materiale protetto. E questo è incontestabile. E lo sapevano TUTTI.
A seguito di questa operazione, il gruppo Anonymous scatena una serie di attacchi contro dei siti governativi americani per ripicca contro la chiusura di MegaUpload.
Una serie di considerazioni personali: chi ha protestato contro il SOPA non può ora difendere né MegaUpload né tantomeno la vendetta di Anonymous. Questo gruppo di hacker (per modo di dire, intendiamoci) ormai sono sempre più allo sbando e se prima hanno supportato battaglie legittime come quella di Wikileaks ad oggi si ribellano contro ogni tipo di azione sindacando sulla sua legittimità come fossero i padroni di internet e dei principi del diritto del web. Un caso su tutti, quando attaccarono i server della Polizia Postale dopo che furono arrestati alcuni dei loro componenti per crimini commessi. Insomma, ormai agiscono sotto l’anonimato per fare i beati comodi loro ed erigersi a paladini della difesa dei diritti online. Ma, come si diceva una volta, not in my name.
Il tempismo dell’azione dell’FBI è strepitoso, a ridosso delle manifestazioni anti SOPA. Ma appunto per questo, se crediamo veramente che questo progetto di legge sia sbagliato, non possiamo difendere dei criminali né tantomeno dei criminali che vendicano altri criminali. Di servizi di storage online ce ne sono, gratuiti ed a pagamento, MegaUpload era decisamente votato all’illegalità. I nuovi store online di musica, video e software hanno abbassato i prezzi e facilitato ogni tipo di acquisto. Non ci sono più scuse per rubare.
Ps. A questo link potete trovare il testo integrale del procedimento dell’FBI.