About

Avevo lanciato l’idea che a scrivere il mio About dovevate essere voi, lettori digitali che vi affollate su Refeel. Chiaramente l’iniziativa è stato un FAIL clamoroso a causa della pigrizia delle vostre dita o dello scarso interesse che riponete in una seria informazione. BUAHAHA. Ok, a parte gli scherzi, tocca a me raccontarmi. Ogni aggiunta da parte vostra è ben accetta.

Nasco a L’Aquila, il 15 Aprile del 1988. Ci scommetto che quel giorno nevicava, come d’altronde fa sempre di quel periodo giù da noi. Da quatranetto (trad. bambino) sono stato uno dei 13 che orgogliosamente ha frequentato le elementari al Convitto Nazionale Domenico Cotugno. Quello che anni dopo crollerà portando con sè troppe vite, troppo giovani. Il Convitto è una leggenda di famiglia: ogni ascendente e parente aquilano è passato per quelle aule e per quei fantastici passaggi semi-segreti che portano a suonare le campane della Chiesa.

A parte questo, io ed il mondo ci siamo abbastanza ignorati fino al mio ultimo anno di Liceo Scientifico sperimentale (il famoso P.N.I. dove di informatica non fai nulla, ma solo tanta tanta matematica). Per anni, ogni mattina, ho visto quella scuola grigia con la targa alla Medaglia d’oro Andrea Bafile (grazie, ci abito davanti): sezione B, la migliore chiaramente. Quella che rimane sempre al piano terra, nei posti più comodi – per permettere ai prof di fumare comodamente fuori la porta e a quelli “meno agili” di arrivare in classe senza rischiare la vita. Era la scuola migliore che si potesse immaginare, nonostante tutto e tutti.

Ed in questo idilliaco (a posteriori) mondo,  con la scusa di varie attività – la Consulta, i primi contatti con BLOGmag, le altre città, la politica, i cavalli, il gioco, l’alcol, capite? – mi catapulto in un mondo che però, nonostante tutto,  continuava a fare a meno di me. Eppure io ci provavo a lasciare il segno, a metter mano a tutto, ma lui nulla, andava avanti lo stesso.

Ora? Vivo a Bologna dopo esser passato per Torino e Teramo, sperando di lasciare il segno almeno qui. Posso vantarmi di scattare una quantità notevole di foto – ma nulla dico sulla loro qualità – e di avere in tasca un tesserino da giornalista, così nuovo quanto inutile: grazie a questo posso opporre il segreto professionale sulle fonti e non potrò entrare nei servizi segreti. Soddisfazioni.

Attualmente lavoro nella redazione più bella che c’è (BLOGmag), un posto in cui le creatività battono sempre le criticità e dove il bricolage è l’arma in più per sconfiggere la noia, la depressione, la banalità ed il font Comic Sans.

Ma nonostante tutto ciò…. indovinate? Il mondo continua ad ignorarmi.