
Il nuovo Presidente della Provincia
« Gli uccelli non sono aggressivi, signorina. Sono il simbolo della gentilezza. »
Questa era una battuta di un vecchio film dell’orrore degli anni ’60 in cui gli uccelli mettono poi inesorabilmente sotto assedio la cittadina dove vivono i protagonisti. Il film non ha finale, lo lascia immaginare agli spettatori.
Bene, noi, a L’Aquila, abbiamo scritto, se non il finale, un capitolo sostanzioso: abbiammo (hanno in realtà) consegnato la Provincia in mano ad un personaggio di Celano che mesi addietro, mentre erano ancora in auge le tende blu dalle nostre parti, era il portaborse e compagno di merende di colui che proponeva di spostare definitivamente il capoluogo di regione a Pescara, che ormai L’Aquila era morta, sarebbe stato il tempo di fare il passo.
Lo stesso personaggio dalla dubbia intelligenza: forse è davvero scaltro, ma è molto, molto reticente nel mostrarlo. Piuttosto dobbiamo dire che il tipo in questione è solamente un ariete nella volontà di Berlusconi di avere in mano L’Aquila. Dopo aver – e in fondo ce lo aspettavamo pur sperando per umana decenza il contrario – utilizzato i più biechi mezzucci come le cartoline comparative Abruzzo-Umbria, Mr.B ha sedotto gli aquilani, gli ha mostrato una G.A.M.B.A. sensuale ed invitante, facendo ben capire che non era un regalo ma uno scambio: io te la do, tu mi dai il voto.
Ha fatto tutto quel che aveva promesso di fare, non importa se poco o sbagliato, il resto lo ha lasciato alle istituzioni locali, per mostrare il loro fallimento inevitabile se il Governo non c’è: casualmente, le istituzioni locali sono di sinistra. Lui ha fatto la manicure ad un malato di cancro, lasciando la chemio al Comune ed alla Provincia.
Vi ha fregato cari amici che lo avete votato. Noi abbiamo usato la pala per portar via le macerie dal centro, voi avete avuto il regalo una pala luccicante per scavare la fossa alla città di L’Aquila. Non vi fate sentire in giro che vi lamentate però. Non vi azzardate solo a fiatare. Pretenderò di incontrare l’uccellaccio in giro per L’Aquila come succedeva con la Pezzopane, e pretenderò che mi saluti anche lui. Che mi sorrida e faccia pose stupide quando faccio le foto. E pretendo anche che quando quattro studenti incazzati chiedono di essere incontrati, lui li riceva subito, discutendo e dandogli delle serie risposte.
L’Aquila bella mè, te vojo revedè. Ho fiducia perchè da che mondo è mondo, L’Aquila è più forte Del Corvo.
