Mi sentivo fortunato

La novità è sulla bocca di tutti: Google ha, dopo anni ed anni, cambiato homepage. Mesi or sono, Big G. introdusse le barre degli strumenti a comparsa, una volta mosso il mouse, con l’evidente intento di non sporcare la bianchissima quanto semplice pagina di ricerca.

Oggi invece, dopo vari doodle artistici e misteriosi, Google presenta la nuova pagina della ricerca: scrivendo nel campo testuale, appaiono automaticamente i risultati che si aggiornano in diretta mentre si digita e completano da soli la frase che stai scrivendo. Bello, bellissimo, veloce e tecnologico, non c’è che dire.

Ma facciamo un po’ i curiosi: noterete che, digitando e lasciandosi trasportare nei fiumi di risultati, diventa ormai impossibile utilizzare il bottone ‘Mi sento fortunato’. Una chicca, quasi del tutto inutilizzata, lasciata lì negli anni più per filosofia che per necessità. Ma oggi, seppur visibile, è di fatto incliccabile. Bene, cosa comporta questo?

Tre anni fa, quindi tecnologicamente mooolto tempo fa, una società americana valutò che la presenza di quel bottone in home page, per quanto non utilizzato, faceva perdere alla società di Google, in termini di pubblicità non visualizzate, circa 110 milioni di dollari l’anno. Infatti per ogni ricerca, il motore inserisce tra i risultati visualizzati anche dei link sponsorizzati pertinenti con le parole chiave: utilizzando il bottone Mi sento fortunato, si bypassa la pagina dei risultati e con essa la pubblicità, facendo perdere denaro a Lerry Page e Sergej Brin.

Ora così non è: doppiamente furbi, a Google innovano tecnologicamente e riescono anche a risparmiare una cifra notevole. Bingo!

Tsunami-fail

Ho passato due giorni a setacciare la rete in cerca di inviti per la blindatissima beta di Google Wave. Ne ho scritto in varie forme, dalla carta stampata al web. L’ho utilizzato per un paio di settimane, cercando di testare le funzioni luccicose ma abbastanza inutili che ti metteva a disposizione. Mi sono rassegnato a malincuore al fatto che, pur avendo Gmail, era impossibile leggere la posta all’interno di Wave (-1000 punti).

Gli ho dato qualche opportunità, si sono calmate le acque (acque-wave.. ahaha!), ci sono tornato su dopo un po’, trovando nient’altro che un deserto terrificante. Di tutti i miei amici nerd e smanettoni, neanche uno attivo che creasse nuove wave. Nel frattempo Google trovava un altro modo per disintegrare quel po’ che rimaneva della tua privacy attraverso Google Buzz.

Ora quindi, giunti alla fine, posso dirlo: Google Wave, promettente strumento che doveva segnare la rivoluzione delle web application, che doveva trasferire tutto il lavoro dal pc al web, a mio avviso è una cagata pazzesca.

Nonchè un epic fail.

Technologic!

Torno a casa sotto una bufera di neve, a due giorni dalla primavera, e su internet cosa trovo?? Google street view disponibile a L’Aquila!!
OH MIO DIO!!!!

Evento più unico che raro.. Prima cosa, chiaramente, cerco casa mia, come ogni terrone farebbe. :D E ricordo che poco più avanti ci dovrebbe essere uno specchio parabolico, di quelli che si mettono agli incroci ciechi delle strade. Ed infatti è ancora lì.. Non è che magari… – penso – dai non possono essersi perso questo dettaglio..

Ed invece eccola lì! La google car in un autoscatto con tanto di macchinette sul tetto!!!
Preso dalla gioia di aver avuto una visione così intima di Google ingrandisco ingrandisco e… M’hanno fregato. Hanno censurato il volto del conducente.

Pensano proprio a tutto eh!